OrientaMenti, Aggressione OMOFOBA a Padova

Iniziamo purtroppo riportando una notizia di cronaca accaduta nell’ultimo fine settimana. Ci sembra doveroso iniziare così per ricordare la continua violenza che la comunità glbtqi subisce in italia e non solo. Qui sotto troverete la notizia riportata dal Il Corriere del Veneto e di seguito un video messo su facebook da un gruppo che si chiama “Rifiuta l’omofobia, rinnega il razzismo, abbatti il pregiudizio“. Molti diffidano di Facebook, ma sempre più spesso quella community riesce a dare segnali di partecipazione su temi sociali, sulle sfide da affrontare per rendere civiltà quello che spesso si presenta come intolleranza e inciviltà. Questo gruppo, con quasi 7.500 membri iscritti, ha realizzato dei filmati che ora girano su youtube e che si rivolgono alla coscienza civile di tutti per cercare di debellare ogni forma di discriminazione e di violenza, particolarmente quella rivolta a gay, lesbiche transessuali. La diversità, di questi tempi, da valore è diventata oggetto di persecuzione, di disprezzo, usata da facinorosi individui che mal sopportano una tale convivenza con quello che per loro è normalità.

 

PADOVA Teste rasate, alcol in circolo, razzismo e omofobia. E’ stato riconosciuto il venticinquenne che ha picchiato Enrico e Matteo, una coppia gay di ragazzi padovani che passeggiavano abbracciati. Adesso basterà associare il volto riconosciuto a un nome, è solo questione di tempo, perché l’autore è vicino agli ambienti neofascisti dell’estrema destra.

Il ragazzo si è parato davanti alla coppia e l’ha apostrofata con «froci e merde» prima di picchiarli. E’ accaduto a Padova, città «gayfriendly», in cui sta per aprire il Pride Village che quest’anno durerà cinquanta giorni per l’osmosi che è nata con il pubblico (gay e etero). E l’ignobile pestaggio è accaduto poco distante dalla sede dell’Arcigay a Padova, in Largo Europa, davanti al P.bar. Enrico e Matteo, 31 e 27 anni, sono passati davanti al locale alle tre di notte, mercoledì, il giorno degli universitari. «Ci hanno chiamato froci e merde – raccontano – Froci perché camminavamo abbracciati e merde perché (abbiamo capito dopo) avevamo la barba e quindi per loro significava che eravamo comunisti».

Si erano ormai lasciati quasi alle spalle i tavolini del bar, quando hanno sentito quelle frasi omofobe, sprezzanti nei loro confronti. «Uno del gruppo si è alzato e ci ha raggiunto alle spalle, dopo averci spiegato che i nostri vestiti erano da comunisti, mi ha sferrato un pugno in un occhio – ricorda Matteo – E infine ha colpito Enrico con un pugno al volto e un calcio». Facevano quadrato attorno al pestaggio tre amici del venticinquenne, sospettato di essere l’autore, a cui si sono aggiunti altri due avventori. «Il più grosso del gruppo (tutti con la testa rasata) – ricorda Enrico – ci ha intimato di andare via, dicendo che “era meglio per noi”. Pensavamo all’inizio che volessero intervenire per difenderci. Che sia accaduto a Padova, una città così aperta, sembra una cosa incredibile. Eppure è successo. Ma noi continueremo a passeggiare abbracciati, senza avere paura».
I due ragazzi hanno riportato entrambi otto giorni di prognosi, per il pestaggio subito sulla via di casa. Ieri mattina sono stati negli uffici della Digos di Padova che sta indagando sull’accaduto. E che potrebbe entro breve tempo fornire un nome da iscrivere nel registro degli indagati.

E’ un episodio di ignoranza associata a razzismo ed omofobia che non poteva non scuotere il mondo politico, anche a seguito degli episodi accaduti a Roma con altri due ragazzi picchiati perché gay. E ilmondo politico padovano si fa sentire, a cominciare dall’assessore all’Ambiente di Padova Alessandro Zan, di Sinistra Ecologica e Libertà: «Padova è sempre stata una città aperta e tollerante – sottolinea – questo episodio dimostra che ormai nessuna città o paese è esente dalla violenza omofoba, per questo chiedo al governo che approvi presto una legge contro l’omofobia e l’estensione della legge Mancino per punire in modo severo le violenze motivate dall’orientamento sessuale».

Il caso ha provocato l’intervento del ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, che ha richiesto «massimo impegno delle forze dell’ordine per scovare il responsabile di questo intollerabile atto di omofobia e severità da parte della magistratura – prosegue il ministro – che la solidarietà di queste ore si traduca al più presto, nel sostegno unanime del Parlamento ad una legge contro l’omofobia e ogni genere di discriminazione». E il Partito Democratico – dice il capo della segreteria di Pier Luigi Bersani, Filippo Penati – si è espresso con i suoi rappresentanti in Parlamento ed è pronto votare la legge contro l’omofobia, spetta ora agli esponenti della maggioranza esprimere le proprie opinioni e dare una risposta a questo grave problema».