Ancora offese omofobe da parte di Berlusconi, il mondo gay insorge

LE PAROLE omofobe di Silvio Berlusconi rimbalzano in pochi minuti sui forum e sui siti a tematica gay, ma viaggiano anche sulle bacheche di Facebook dei principali esponenti del movimento omosessuale italiano. I commenti sono quelli di persone indignate e offese, che chiedono alle associazioni di intervenire, e di non limitarsi alle pubbliche dichiarazioni. Qualcuno vorrebbe organizzare una grande manifestazione nazionale a Roma, ma anche dei sit-in di protesta di fronte alle Prefetture (mentre, per oggi, alle 18, l’associazione Radicale Certi Diritti ha in programma una protesta davanti a Palazzo Chigi). Altri si spingono oltre, e suggeriscono addirittura uno “sciopero delle tasse” da parte degli omosessuali italiani. Al premier si rinfacciano anche la vicenda di Ruby, con tutte le sue implicazioni, e i “festini con le minorenni”.

Le associazioni che si battono per i diritti degli omosessuali pretendono le scuse del premier, mentre anche Alfonso Signorini, direttore di Chi e di Tv Sorrisi e canzoni, prende le distanze dal presidente del consiglio: “Questa volta non sono d’accordo con Silvio Berlusconi. Sui gusti sessuali ognuno deve essere libero di esprimere ciò che sente, senza subire discriminazioni”.  Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra) di fronte al “nuovo celodurismo in salsa berlusconiana”, annuncia la sua adesione a Futuro e Libertà. L’Arcigay, tramite il presidente, Paolo Patanè, parla di “cultura machista arretrata e offensiva per le persone omosessuali ma anche per donne, che proviene da un atteggiamento di disprezzo nei confronti della dignità delle persone e conferma il clima imbarazzante e grottesco in cui il presidente del Consiglio sta precipitando il Paese”. Sul fronte parlamentare, la deputata lesbica Paola Concia (Pd), evidenzia come “il disprezzo del Presidente del Consiglio per le donne sia ampiamente dimostrato dalle tantissime uscite volgari e misogine a cui ci ha sottoposto in questi anni, che rivelano un’idea proprietaria e medievale delle donne. La sua equiparazione dell’omosessualità a valore negativo, è l’ennesima dimostrazione della sua incapacità a governare, a stare in politica e ad essere all’altezza dei leader politici europei”.

La rabbia e lo sdegno sul Web si alimentano col passare delle ore. Il video che documenta l’intervento contro i gay del presidente del Consiglio si diffonde in maniera virale. E mentre tutte le principali associazioni attaccano il premier, il web raccoglie lo sfogo degli omosessuali che si sono sentiti, ancora una volta, offesi e calpestati dalle parole del premier italiano. Sul portale Gay. it 1, che ricorda anche tutti i precedenti attacchi di Berlusconi verso gli omosessuali, lo sfogo della comunità Glbt è duro. “Ma come si permette di stabilire cosa sia meglio? E’ come dire che è meglio il gelato al cioccolato di quello al pistacchio. Che caduta di stile. E poi frasi sempre machiste contro queste povere donne che per essere anche solo guardate, devono essere belle. Parla lui che per essere guardabile si è dovuto rifare tutto. Come dire? Possiamo solo augurargli di avere tanti nipotini che preferiscono guardare i ragazzi. Tanto i gay restano lui passerà”, scrive un utente che si firma roudolph1250.

“Berlusconi vuol rendere capro espiatorio la categoria più debole i gay per distogliere l’opinione pubblica dai suoi casini”, osserva un anonimo commentatore. Qualcuno se la prende anche con chi, nel video della dichiarazione omofoba, saluta la frase con gli applausi: “La cosa più disgustosa è che ci ha riso sopra e che c’è chi l’ha applaudito! Ma in che paese viviamo?”. Oltre diecimila i contatti che il pezzo ha fatto registrare in poche ore.

Su Queerblog, molti ricordano al premier la vicenda di Ruby e le “feste con le minorenni”. Il risentimento scorre sotto forma di invettive, a volte durissime. “Meglio essere gay che fare feste osè con delle minorenni!”, scrive “matri”. Alcuni si rivolgono direttamente agli elettori omosessuali del Pdl: “Toc toc! I gay pro-Silvio che battano un colpo!”, e poi “Vallo a dire ai tanti gay che lo votano”. Più netto Vehje: “Vorrei invitare tutti i gay di destra, e quelli che lo hanno votato e continuano a votarlo, cortesemente a sputarsi in faccia”. La rabbia, a volte, cede il passo alla delusione e all’amarezza: “Mi sento umiliato e mi ha fatto davvero male questa frase. Non devo essere rispettato anche io da una persona con una carica così importante?”. I raffronti con altri Paesi, secondo gli utenti di questo blog, ci mandano direttamente verso quelle realtà dove l’omosessualità è reato: “Siamo uguali alla Nigeria”, commenta l’utente Gustolo.

Su Gay-forum la notizia arriva poco dopo le 12. “Forse non ha capito che lui le può giusto guardare perché se non avesse la grana quelle non lo toccherebbero nemmeno con un paio di pinzette. E questo sarebbe un uomo serio?”, è il primo commento di brown424. Almadel, chiedendosi cosa ne pensino Lele Mora e Daniele Capezzone, ricorda un’altra sortita omofoba, di un altro esponente del Pdl: “Fa il paio con ‘meglio fascista che frociò della nostra cara Mussolini. Come al solito siamo agli insulti, il tempo delle analisi politiche è scaduto”.

Altro sito, gay. tv 2, stesso tenore delle reazioni. “Meglio essere gay che essere il Premier”, dice assenziozero, mentre Yagonos88 si chiede “come si faccia a continuare a votare questa destra razzista e bigotta”. Impavido osserva: “E questo è quello che paghiamo per governarci? Povera Italia. Fa ancora più tristezza pensare che fa queste battute perché se lo può permettere”. Di tasse parla Only: “Se gli etero vogliono che gli si riconosca la superiorità, rispondo ‘ok, si sentano pure superiori'; basta solo che la si smetta di offendere e umiliare i cittadini omosessuali, che non tolgono niente a nessun eterosessuale e pagano le tasse come tutti gli altri cittadini eterosessuali”.

E’ sulla bacheca Facebook del presidente di Arcigay, Paolo Patanè, che qualcuno lancia l’idea di forme di protesta, anche clamorose. Johnny propone: “Paolo, sarebbe il caso di cominciare a chiedere a tutti i gay italiani, di smettere di pagare le tasse. Perché o si fa la rivoluzione armata, oppure si smette di pagare le tasse. Due sono le soluzioni, e vorrei evitare la prima”. Claudio lancia l’idea di alcune manifestazioni: “Bisogna rispondere in maniera forte e nell’immediato alle affermazioni meschine ed offensive di Berlusconi. Partiamo pure con dei sit-in davanti alle prefetture ma organizziamo nel breve periodo una grossa mobilitazione a Roma”. Tra richieste d’intervento di Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità (“ma lei non ha niente da dire?”), si ricordano le affermazioni di Veronica Lario: “L’aveva detto la moglie che è malato, una vergogna internazionale”, osserva l’editore Fabio Croce.

Si suggerisce anche la possibilità di una denuncia collettiva: “Si può fare una querela generale per il presidente del consiglio? Io sarei il primo di una lunga serie anche solo una raccolta firme”. La stessa indignazione si ritrova sulla bacheca della deputata del Pd, Paola Concia. “Vorrei far notare che, mentre noi gay/lesbiche, amiamo alla luce del sole, ricambiandoci sentimenti e affetti, Lui, tutto ciò se lo compera abusando del suo potere e dei suoi soldi, mercificando il corpo altrui”, scrive Alessandro. “L’unica vera scusa, ormai, è che si ritiri dalla scena e se ne vada a fare bunga bunga con quei porci pedofili dei suoi amici”, attacca Salvatore dalla bacheca di Aurelio Mancuso, presidente dell’associazione Equality

Italia, che deve anche intervenire per sedare le intemperanze di alcuni commentatori. Lo stesso Mancuso, in una nota, evidenzia come Berlusconi “in difficoltà, tiri fuori la battuta omofoba; il premier di un paese fondatore dell’Europa, che ha votato la Carta di Nizza, che è obbligato a combattere ogni tipo di discriminazione tra cui quella per orientamento sessuale. Chieda immediatamente scusa ai milioni di cittadini omosessuali italiani, di destra e di sinistra, e si vergogni di un’omofobia che in ogni altro paese europeo sarebbe immediatamente condannata da ogni schieramento politico democratico”. Sempre sul fronte dell’associazionismo, il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli consiglia a Berlusconi “un’attenta lettura della Costituzione che egli e il suo governo vorrebbero tanto cambiare” rivolgendo al tempo stesso un appello agli eurodeputati italiani affinché denuncino “l’increscioso comportamento del presidente del Consiglio” attraverso  un’interrogazione al Parlamento europeo. Infine, Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Project, dice che “è meglio essere gay, e lo dico da donna che ama le donne, che disprezzarle abusando, come ormai sembra fare, della sua posizione di uomo ricco e potente”.