Approvato il certificato comunale per le coppie di fatto, esulta l’Arcigay

Via libera dal consiglio comunale di Livorno al “certificato anagrafico di famiglia” che potrà essere richiesto anche da coppie gay e lesbiche. Questa nuova istituzione darà possibilità di rappresentanza a tutti i rapporti basati «sul rispetto della persona, sull’amore reciproco, sulla comunione di intenti, la creazione di una famiglia», come recita testualmente la mozione approvata oggi e presentata dal consigliere Arianna Terreni (Pd).

Non dovrebbe avere valore puramente simbolico. Per esempio, il certificato è valido per richiedere l’assegnazione di un alloggio popolare o per ottenere congedi lavorativi (la legge 53/2000 sui congedi parentali riconosce al lavoratore il diritto a un permesso retribuito di tre giorni all’anno in caso di decesso o grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente purché la convivenza risulti sul certificato anagrafico).

Il voto ha peraltro vissuto un piccolo giallo sulle procedure, poichè gran parte dei consiglieri di centrodestra non hanno votato, ma alla fine il documento è stato ritenuto approvato con 18 voti favorevoli, un astenuto (Pd) e 2 contrari (Pdl).

Esulta l’Arcigay di Livorno. «Quella di oggi – dice il presidente Calogero Cavataio – è una conquista nella battaglia per i diritti civili e umani di prima generazione, quelli che storicamente si sono affermati per primi e che sanciscono le libertà individuali. Non è un matrimonio di serie B, ma qualcosa di diverso. Non toglie diritti a chi già li ha ma li conferisce a chi oggi è penalizzato dal deficit legislativo presente nel nostro ordinamento giuridico».

Nel testo della mozione approvata, tra le premesse, si legge tra l’altro che «la nostra è un’amministrazione democratica che governa una città dalle tradizioni culturali e storiche quali accoglienza, libertà, apertura alle diverse forme di civiltà» e che «gli ostacoli di natura burocratico-amministrativa, che impediscono le forme di unione non codificate, ma esistenti di fatto, nella realtà, per libera scelta dei cittadini, devono essere eliminati per il rispetto della pari dignità di tutti gli individui».

Oltre alla realizzazione del certificato la delibera chiede anche di «istruire l’ufficio anagrafe affinchè rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano richiesta l’attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi». Da ultimo la richiesta al governo di dedicare al settore delle unioni di fatto un settore del prossimo censimento nazionale.

IL SOTTOSEGRETARIO GIOVANARDI: UMILIATA LA FAMIGLIA.
 “La mozione approvata dal Consiglio comunale di Livorno dimostra come il Partito Democratico sia in prima linea nello scardinare l’unità d’Italia con fughe in avanti che umiliano i principi costituzionali e confondono desideri e libertà di comportamenti con quella società naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna che è la famiglia”. Così Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, commenta il via libera del consiglio comunale di Livorno al “certificato anagrafico di famiglia”, che potrà essere richiesto anche da coppie gay e lesbiche.

FONTE: IL TIRRENO Livorno