Arci e Arcigay al fianco della Cgil nello sciopero generale di martedì 6 settembre

Comunicato stampa n.45 del 3 settembre 2011

“Una manovra iniqua che non risponde alle esigenze di crescita e rinnovamento del nostro Paese”

Arci e Arcigay al fianco della Cgil nello sciopero generale di martedì 6 settembre

Martedì 6 settembre l’Arci provinciale di Siena e il Movimento Pansessuale, Comitato promotore Arcigay Siena, saranno al fianco della Cgil nello sciopero generale proclamato contro la manovra del governo e parteciperanno al corteo senese che partirà alle ore 9 da La Lizza in direzione di Piazza Salimbeni.

“La manovra – afferma una nota della presidenza dell’Arci senese e di Arcigay Siena – si presenta iniqua e confusa nei contenuti oltre che incapace di affrontare la gravità della crisi economica e di rispondere seriamente alle esigenze di crescita e rilancio dell’Italia. Giustizia sociale, coesione ed equità sarebbero i primi elementi per rimettere in moto il Paese. Invece, siamo di fronte a un pacchetto di misure che, ancora una volta, risparmia i ricchi e colpisce le fasce più deboli della popolazione e gli enti locali, già penalizzati negli anni da una progressiva riduzione delle risorse, mettendo in pericolo la possibilità di continuare a garantire i servizi essenziali promossi fino ad oggi, in particolare nei settori del welfare e delle politiche giovanili”.

“Forte – continua la nota – è anche la preoccupazione per la diminuzione dei fondi destinati alla cultura, l’attacco alle cooperative e alle loro misure di vantaggio fiscale, l’abolizione dell’agenzia del Terzo Settore, punto di riferimento istituzionale oltre che interlocutore con il governo. Misure che sembrano colpire in maniera ingiustificata il mondo dell’associazionismo, da sempre valore aggiunto, per tanti territori, nello svolgimento di attività sociali e culturali che rafforzano l’identità di una comunità. Ci preoccupa enormemente, inoltre, l’accorpamento alla domenica delle feste civili e laiche del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno, che sono simboli importanti su cui si fonda la Carta Costituzionale e la nostra democrazia: la liberazione dal nazifascismo, la nascita della repubblica, il diritto al lavoro non sono solo giorni di festa, ma rappresentano la memoria e l’identità più profonda del nostro Paese. Le risposte che chiediamo sono altre, più eque e consapevoli del difficile momento storico, culturale e sociale che l’Italia sta vivendo”.