L’appello del Movimento Pansessuale alla città per smuovere le coscienze dopo l’ennesimo suicidio legato all’Omofobia

Un nuovo suicidio, una nuova vittima dell’omofobia. Si direbbe improvviso, inaspettato. Invece no. È frutto dell’indifferenza e della superficialità di chi non ha coraggio, ma avrebbe i mezzi per porre argine a questa tragedia.

Un ragazzo di 21 anni, del quale ancora non sappiamo il nome, né conosciamo la storia, ma questo poco importa, che ha lasciato un messaggio per i suoi aguzzini, persone senza volto e, aggiungiamo noi, senza anima. Il giovane li apostrofa, in un biglietto, “omofobi” e li avverte che dovranno fare i conti con la loro coscienza.
Tutto questo accade ancora una volta in Italia, e in particolare a Roma, questa volta. Ma poteva essere in qualsiasi altro luogo, Siena compresa.

Il Movimento Pansessuale – Arcigay Siena, alla luce di quest’ultimo caso, si appella a tutti i genitori, a tutti i parenti e a tutti i ragazzi e le ragazze che ogni giorno si confrontano con i propri figli e con i propri amici/amiche.

«Padri e madri, trovate la forza di discutere con i vostri figli di quanto accaduto e di quanto sia ingiusto che un ragazzo sia costretto ad abbandonare tutti i suoi sogni e a spezzare così drammaticamente la propria vita perché qualcuno non accetta l’esistenza di modelli differenti dai propri (e, verrebbe da dire, non accetta se stesso). Dite ai vostri figli che l’omosessualità è un modo di essere dell’individuo al pari dell’eterosessualità e che, proprio in voi, possono trovare rifugio e aiuto se qualcuno mettesse in dubbio la loro possibilità di essere felici per quello che sono e per la persona che amano.
Ragazzi e ragazze, nella vostra sensibilità risiede la maggior forza per combattere e cancellare l’omofobia. Parlate con i vostri coetanei e fategli capire che non esistono diversità e che l’essere gay o lesbica non ha per voi nessuna importanza.
Gay, lesbiche e transessuali, rendetevi visibili, fate della vostra vita e della vostra esperienza un esempio di normalità, soprattutto per le nuove generazioni, perché possano imparare a non distogliere lo sguardo nel vedere due uomini o due donne camminare mano nella mano per le strade di Siena e, in generale, di tutta Italia. Non lasciamo che questo ennesimo sacrificio sia vano. Facciamo sì che, attraverso questa tragedia e l’esempio che se ne può trarre, altre se ne possano evitare.
Infine, rappresentanti delle Istituzioni, politici, abbiate il coraggio di portare nei vostri dibattiti questi temi. Fate vedere che siete vicini una volta tanto ai cittadini e ai loro problemi, basta avere coraggio e voglia di cambiare».

È un silenzioso massacro quello che si sta consumando e che colpisce soprattutto ragazze e ragazzi in età adolescenziale e giovanile. Ogni anno, il 17 maggio, conosciamo il numero esatto di suicidi e di violenze nei confronti delle persone LGBT, e, drammaticamente, questo numero aumenta costantemente negli anni.

Oltre all’appello ad una maggiore coesione e autocoscienza sociale, siamo qui a chiedere anche dei forti interventi istituzionali che si concretizzino in azioni sostanziali da parte dei Comuni, delle Provincie e delle Regioni, attraverso il sostegno ad interventi nelle scuole mediante la specifica formazione di figure come insegnati e referenti di istituto e in collaborazione con le associazioni LGBT, al fine di individuare ed agire nei confronti dei casi discriminatori, e, allo stesso tempo, per prevenire il bullismo omofobico attraverso una corretta informazione.

Non c’è più tempo. Nessuno si può più nascondere se non vuole essere considerato corresponsabile di questa tragedia.