Mese: novembre 2018

Waiting for WAD

La salute sessuale e il benessere che da essa scaturisce sono sempre stati per Arcigay un obiettivo da raggiungere per tutti e tutte. Per quanto riguarda l’infezione da HIV, Arcigay è da sempre impegnata in prima linea da un lato nella prevenzione e dall’altro nell’abbattimento dello stigma verso le persone sieropositive. Per far ciò non si può combattere da soli ma occorre fare rete e così nasce un calendario di eventi che anticipano la giornata del 1° Dicembre, nota anche come WAD (World AIDS Day), targato Movimento Pansessuale Arcigay Siena, SISM (Segretariato Italiano Studenti in Medicina) Siena e GES (Gruppo Erasmus Siena), con la partecipazione del reparto delle Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria Le Scotte, dell’Università degli Studi di Siena e La Corte dei Miracoli.
Insieme, per tanto, vi presentiamo un serie di eventi nati proprio con l’intento di sensibilizzare tutti e tutte all’argomento HIV e AIDS, ritornare a puntare i riflettori sul mondo della sieropositività con uno sguardo diverso rispetto a quello degli anni ’80, perché molte cose sono cambiate. Le persone in terapia non sono infettive, l’AIDS è ormai rara, sono nate nuove metodiche di prevenzione ma nello stesso tempo sta diminuendo l’uso del preservativo tra i più giovani. Tutto questo lo scopriremo negli eventi che costituiscono il…. “Waiting for WAD”! Cosa fare? Non mancare! Perché? Perché siamo tutt* sierocoinvolt*!

VIOLENZA SULLE DONNE, ARCIGAY LANCIA LA CAMPAGNA SOCIAL “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO”

La prima campagna realizzata da Arcigay per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre) In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Arcigay lancia la campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO. L’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE NON SI TOCCA” Sei istantanee, sei polaroid, per fotografare la violenza più subdola, quella che limita l’autodeterminazione e la libertà delle donne sul proprio corpo, sul proprio orientamento sesso-affettivo, sulla propria identità di genere e sulle proprie scelte di vita. La campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO” rimette al centro il corpo delle donne: un corpo liberato, non performante e non conforme, che chiede di occupare uno spazio pubblico e politico. I corpi della campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO” sono corpi “senza volti” perché la violenza sulle donne lesbiche, bisex, trans*, intersex e sulle donne che decidono di portare una gravidanza per altri/altre così come la violenza che colpisce tutte le altre donne, non guarda in faccia nessuna, calpestando i diritti di tutte. La violenza di cui  si parla nella campagna non è solo la violenza fisica e psicologica, ma è anche la violenza che nasce da un sistema patriarcale e di oppressione alimentato da stereotipi e pregiudizi, basato sulla cultura dell’odio e del giudizio, rinforzata da una rappresentazione binaria della società. La violenza che si esprime attraverso un linguaggio sessista, non inclusivo, non rispettoso e per questo violento, che ammantandosi di paternalismo/maternalismo e di falsi moralismi, produce marginalizzazione e isolamento. A questa violenza le donne protagoniste della campagna non si arrendono. In tutte le istantanee - anche in quelle in cui l’immagine è più impattante - il messaggio che emerge è positivo: le donne sono pronte a lottare per difendere il proprio diritto all’autodeterminazione. Come? Fermando la mano che viola, la mano che abusa, la mano che interviene senza consenso. E scegliendo invece di stringere la mano che accoglie, che unisce, che genera amore, che si sceglie. Infine, le protagoniste della compagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO” sono donne che prendono parola in prima persona, rifiutando ogni tentativo di sovra-determinazione da parte di altri/altre. Alle loro parole, fa da cassa di amplificazione la parola di Arcigay. LE DONNE PROTAGONISTE DELLA CAMPAGNA Michela, lesbica Amo le donne. “Stare” con un uomo non cambierà ciò che sono Lo “stupro correttivo” ai danni delle donne lesbiche è un crimine d’odio Faraa, bisex Non sono confusa, Non sono una “facile”. Sono bisessuale Il pregiudizio sulla bisessualità alimenta le discriminazioni Valeria, trans* Non è una vagina a fare di me una donna La violenza di genere colpisce anche le donne transgender Federica, intersex Ho il diritto dei scegliere il mio destino Medicalizzazione e mutilazione genitale delle persone intersex è una violazione dei diritti umani Giorgia, asessuale Non c’è niente che non va in me. Per essere felice, non ho bisogno del sesso Isolamento e marginalizzazione sono forme di violenza Jackie, gestante per altri/altre Essere madre è una libera scelta. Ma anche non esserlo, lo è.   L’espressione “utero in affitto” è violenza che si annida nel linguaggio Le sei immagini, scaricabili dal link www.arcigay.it/nessun-controllo-sul-mio-corpo, saranno diffuse sui social media già da oggi.   Movimento Pansessuale Arcigay Siena